
Qualche giorno fa mi occorreva urgentemente un particolare componente elettronico e dopo aver girato invano per alcuni negozi del mio paese sono tornato a casa e l'ho ordinato su un portale di ecommerce, in quel momento ho pensato con non poco rammarico a quanto avrebbe potuto essere bello se il portale SpendoLocale avesse attecchito nel mio territorio poiché sono sicuro che qualche negozio aveva ciò che stavo cercando ma era impensabile perdere un pomeriggio a girare per negozi per trovare quello giusto. Se SpendoLocale avesse funzionato mi sarei collegato sul sito, avrei cercato ciò che mi interessava, avrei trovato il negozio che lo vendeva e sarei andato a comprarlo.
SpendoLocale è un portale che ho realizzato nel tempo libero della pandemia del 2020, in quel momento storico le classiche attività commerciali erano messe a dura prova molto più del solito ed anche nel mio territorio scendevano in piazza a manifestare contro il lockdown e le chiusure forzate.
L'idea alla base di SpendoLocale era offrire gratuitamente alle attività commerciali dei Comuni della Valle Telesina un marketplace online tramite il quale potersi far trovare su internet e far conoscere ai potenziali clienti i propri prodotti.
Lato informatico SpendoLocale non è il classico giocattolo realizzato con un dozzinale CMS per ecommerce come WooCommerce o PrestaShop, si tratta infatti di una piattaforma realizzata in Laravel, erogata da stack LAMP su uno dei miei server, fortemente ottimizzata e con prestanti sistemi di caching come redis. Tutto ciò permette alla piattaforma di essere ben indicizzata dai motori di ricerca al fine di avere un elevato traffico organico.
Fino a qualche mese fa Spendolocale era raggiungibile tramite il dominio di secondo livello spendolocale.it.
A voler trovare un punto debole di SpendoLocale, questo è la veste grafica che avrei ovviamente migliorato se la piattaforma avesse preso piede.
Lato pratico la piattaforma offre una vetrina online per tutte le attività commerciali ed è da sempre stata pronta ad offrire pagamenti online, booking per appuntamenti ed affittacamere.
Sulla carta quindi avrebbe dovuto essere un prodotto molto apprezzato, un marketplace facile da usare, completo e tra l'altro gratuito.
Come spesso accade però la teoria è molto differente dalla pratica e questa mia idea doveva scontrarsi con la cultura informatica del mio territorio, dove i Comuni hanno siti internet di questa fattezza, gli amministratori informano i cittadini non tramite i siti istituzionali ma tramite i messaggi di broadcast su WhatsApp, un solo comune ha un canale Telegram alimentato a mano (e non tramite un bot come quello dei canali Telegram offerti da Macoers) e alcuni commercianti con economici ecommerce giocattoli ripiegano sui Social per tentare di vendere qualcosa online.
Conoscendo il mio territorio avrei dovuto desistere dall'inizio, direte voi. Forse avete ragione, ma ero realmente motivato a fare qualcosa di buono per i luoghi in cui ancora mi ostino a vivere.
Decisi quindi di parlare di persona della mia idea con alcuni amministratori comunali, con alcuni commercianti e con diverse associazioni commercianti.
Due amministratori di due Comuni erano sembrati molto interessati ad aiutare le attività commerciali a dotarsi di un negozio online in una piazza virtuale, avrebbero dovuto fissare un incontro con un gruppo di commercianti per parlarne. Ma non si è fatto più nulla.
Un'associazione commercianti sembrava esterrefatta dalla possibilità di avere un ecommerce gratuito, avrebbe voluto iniziare ad utilizzarlo per uno specifico evento. Ma non si è fatto più nulla.
Inviai anche una PEC a tutti i Comuni nella quale presentavo la mia idea, ma nessuno di loro ha mai risposto.
Come se non bastasse, alcuni dei negozianti iscrittisi in totale autonomia si ostinavano a pubblicare gli annunci come se stessero pubblicando dei post sui social con titoli del tipo "offerta del giorno" e si sono rifiutati di fare quel minimo sforzo di comprendere come scrivere correttamente un annuncio su un marketplace.
Tutto tempo perso, in fin dei conti non mi aspettavo un finale differente, ma ho voluto provarci.
Ad ora solo pochi negozi sono presenti sul marketplace che ormai ho completamente abbandonato e che da qualche mese ho spostato sul dominio di terzo livello spendolocale.macoers.it.
Ho deciso di non investire altro tempo su SpendoLocale perché non mi va più di combattere contro i mulini a vento e dover spiegare continuamente a chi non vuol sentire che internet non è il futuro ma è il presente e chi non si adatta è destinato ad estinguersi.
A dimostrazione di quanto la piattaforma SpendoLocale sia valida è possibile verificare che alcuni degli annunci pubblicati su di essa ormai tempo fa sono ancora in primissima posizione sui motori di ricerca.

E se non bastasse, come è possibile vedere nella foto in testa all'articolo, l'unico venditore che ha pubblicato oltre 1 anno fa solo 4 annunci decenti riceve ancora circa 300 visualizzazioni al mese per un singolo prodotto.
Questi numeri potrebbero sembrare piccoli ma i commercianti che hanno ecommerce giocattolo farebbero i salti mortali per avere 300 visite al mese su un singolo prodotto, tenete inoltre presente che questi sono numeri di un portale ormai completamente in disuso.
E nonostante tutto sono ancora molti i possibili acquirenti che continuano a contattare questo unico negoziante, alcuni di loro sbagliando si mettono in contatto direttamente con il sito e vengono aiutati a mettersi in contatto con il venditore.



Sapevo che far funzionare un marketplace online qui da me sarebbe stato difficile ma ho voluto provarci nonostante non c'avrei guadagnato un centesimo, anzi tra server, dominio, gestione e manutenzione del marketplace c'avrei solo rimesso.
Immaginate però cosa avremmo potuto avere nel nostro territorio e con quale beneficio per i cittadini e le attività commerciali.
Fa poi sorridere vedere i commercianti ed i Comuni della Valle Telesina spendersi per costituire improbabili Centri Commerciali Diffusi che, specie nell'era digitale dominata da Amazon ed eBay, come direbbe qualcuno ben più autorevole di me: "sono una cagata pazzesca".
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